24 | Comunicato stampa gratuito: che cosa è davvero possibile
Ultimo aggiornamento il 9 Ottobre 2026 da Francois Marsteau
Comunicato stampa gratis
«Comunicato stampa gratuito» significa quasi sempre una cosa: pubblicare il testo su un sito che nessun giornalista legge. Questa guida separa ciò che si può fare gratis con buoni risultati da ciò che richiede un servizio.
In breve. Gratis si può: scrivere bene, pubblicare il comunicato sul proprio sito, inviarlo a mano a una decina di giornalisti scelti. Non si può: raggiungere centinaia di redazioni selezionate per rubrica, tracciare le letture, avere qualcuno che rilegge.
Che cosa offrono i siti di comunicati stampa gratuiti
- Una pagina web con il vostro testo, spesso poco indicizzata e circondata da pubblicità.
- Nessun invio ai giornalisti, o un invio non selezionato.
- Nessuna rilettura, nessuna statistica, nessun interlocutore.
Alcuni servizi «gratuiti» monetizzano poi con opzioni a pagamento o con l’uso dei vostri dati.
Che cosa si può fare gratis, e bene
- Scrivere un comunicato stampa corretto: è il lavoro che conta di più.
- Pubblicarlo sul proprio sito, in una sezione stampa datata.
- Individuare 5-10 giornalisti che coprono davvero il tema e scrivere loro personalmente.
- Condividerlo sui propri canali social e con i partner.
Quando vale la pena pagare
Quando la notizia merita più di dieci destinatari: un lancio, un’apertura, un risultato. Un servizio di diffusione porta ciò che il gratuito non può: una selezione per rubrica su un database professionale, un invio tracciato con statistiche di lettura, una rilettura umana, il comunicato pubblicato su una pagina indicizzata. Su 24presse la diffusione parte da 395 € per un paese, e diversi servizi sono inclusi senza costi aggiuntivi: rilettura e consulenza, impaginazione dell’e-mail, richiamo via e-mail, pubblicazione, allegati, logo, indicizzazione.
Il rischio dei siti di comunicati stampa gratuiti
Un comunicato pubblicato su un sito di bassa qualità, con il vostro nome, resta online per anni. Per la reputazione di un’azienda seria, meglio nessuna pubblicazione che una pubblicazione sbagliata.
Comunicato stampa gratis: quando conviene
Un comunicato stampa gratis conviene quando il pubblico è ristretto e vi conosce già, per esempio un’associazione locale o una comunità di clienti. Invece, un comunicato stampa gratis non basta per raggiungere redazioni che non vi conoscono, in un altro settore o in un altro paese.

Domande frequenti sul comunicato stampa gratis
Diffondere un comunicato stampa gratis, passo per passo
Un’azienda con tempo ma senza budget può ottenere risultati reali. Ecco un percorso realistico, con il tempo che richiede.
- Costruire una lista di 30–50 giornalisti pertinenti (una giornata): leggere gli articoli recenti sul proprio tema, annotare le firme, trovare i contatti sulle pagine «redazione» delle testate e sui profili professionali. Verificare che siano giornalisti attivi, per esempio tramite l’albo dell’Ordine dei Giornalisti.
- Scrivere un comunicato con un fatto verificabile (mezza giornata): titolo con il fatto e una cifra, primo paragrafo completo, una citazione, contatti. Il modello gratuito di questo sito serve a questo.
- Pubblicare il comunicato sul proprio sito (un’ora): una pagina «Sala stampa» o «News», con data, testo completo, foto scaricabili e contatti. È la versione di riferimento che i motori di ricerca indicizzeranno.
- Inviare e-mail individuali (mezza giornata per 30 destinatari): una riga personalizzata, il fatto in tre righe, il comunicato nel corpo del messaggio, un link ai materiali.
- Rispondere entro un’ora a chi scrive, e tenere pronto un portavoce.
- Raccogliere le riprese in un documento con data e link.
Costo: zero euro e due o tre giornate di lavoro. Funziona quando la notizia è solida e locale o di nicchia; funziona meno quando il tema è nazionale e competitivo, perché la lista costruita a mano copre una piccola parte delle redazioni interessate.
Che cosa non è gratuito, anche quando sembra
Molti «portali gratuiti di comunicati stampa» pubblicano qualsiasi testo senza selezione: il comunicato finisce in un archivio poco letto, spesso accanto a contenuti di scarsa qualità, e il link verso il sito dell’azienda ha un valore limitato. Alcuni chiedono in cambio l’inserimento di link pubblicitari, altri rivendono gli indirizzi raccolti. Prima di pubblicare, conviene verificare chi gestisce il sito, se ha un pubblico reale (una redazione, una newsletter, un traffico misurabile) e che cosa prevede sull’uso dei dati inseriti. Il tempo speso a pubblicare su venti portali è, quasi sempre, tempo tolto all’invio diretto ai giornalisti.
Gratuito, a pagamento: il confronto onesto
| Criterio | Fai da te gratuito | Diffusione a pagamento |
|---|---|---|
| Lista di giornalisti | 30–50 contatti costruiti a mano, da mantenere | Centinaia di contatti per rubrica, aggiornati dal servizio |
| Tempo necessario | 2–3 giornate per comunicato | Qualche ora (redazione + validazione della bozza) |
| Consegna tecnica | Dipende dalla configurazione della propria posta | Infrastruttura dedicata, gestione dei rimbalzi |
| Copertura estera | Molto difficile senza contatti sul posto | Liste per Paese e per lingua |
| Costo | 0 € + tempo | Prezzo per invio, senza abbonamento |
| Garanzia di pubblicazione | Nessuna | Nessuna (dipende dalle redazioni) |
La scelta razionale dipende dal valore del tempo interno e dalla portata della notizia: per un annuncio locale con una piccola lista già costruita, il fai da te è sensato; per un lancio nazionale o per raggiungere la stampa francese ed europea, il tempo necessario a costruire e mantenere le liste supera rapidamente il costo di una diffusione.
Gli strumenti gratuiti che servono davvero
Un foglio di calcolo per la lista (nome, testata, rubrica, e-mail, data dell’ultimo contatto, esito); la pagina «Sala stampa» del proprio sito; un servizio di condivisione file per foto e documenti; Google Search Console per verificare che la pagina del comunicato sia indicizzata; un lettore di feed per seguire le testate del proprio settore. Nessuno di questi strumenti costa, e insieme coprono l’essenziale.
Per confrontare con l’alternativa: prezzi della diffusione e la diffusione in 5 passaggi.
Un caso: associazione locale, budget zero
Un’associazione sportiva organizza un torneo giovanile con 400 partecipanti da tre regioni. Nessun budget per la comunicazione. La lista costruita in una mattina conta 22 contatti: le redazioni sportive dei due quotidiani regionali, tre settimanali locali, due radio, il sito del comune, quattro blog sportivi, il referente stampa della federazione. Il comunicato contiene date, luogo, numero di squadre, ospiti attesi, un contatto e un link alle foto dell’edizione precedente. Invio individuale il martedì mattina, due settimane prima; un secondo comunicato la settimana dell’evento con il programma definitivo. Risultato tipico per un caso del genere: due o tre articoli sulla stampa locale, un passaggio radio, la ripresa sul sito del comune. Con un tema nazionale la stessa lista non basterebbe; per un evento locale è esattamente quello che serve.
Quando passare dal gratuito al pagamento
Tre segnali indicano che il fai da te ha raggiunto il limite: la lista non copre più le testate che contano per il tema; il tempo dedicato a ogni invio supera una giornata; la notizia riguarda un mercato estero dove non si hanno contatti. In questi casi il costo di una diffusione mirata è inferiore al costo del tempo interno, e i risultati arrivano dove il fai da te non arriva.
No. 24presse è un servizio a pagamento, con prezzi pubblici a partire da 395 € per un paese. Il comunicato resta modificabile dopo il pagamento e il rimborso integrale è possibile su semplice richiesta.
Di norma no. I siti gratuiti pubblicano il testo, non lo inviano a redazioni selezionate.
Scrivere bene, pubblicare sul proprio sito, contattare personalmente una decina di giornalisti della rubrica interessata.
Una notizia che merita di più?
