24 | Osservatorio statistico dei comunicati stampa
Ultimo aggiornamento il 9 Ottobre 2026 da Francois Marsteau
Statistiche sui comunicati stampa
Le relazioni con la stampa in cifre, a partire dai comunicati pubblicati tramite 24Presse dal 2009. Dati interni, metodologia dichiarata, limiti espliciti.
In breve. Il francese rappresenta quasi tre comunicati su quattro, l’inglese uno su cinque. Il giovedì è il giorno più utilizzato (26 %), il fine settimana meno del 3 %. In Francia, l’Île-de-France concentra quasi il 60 % dei comunicati.
Comunicati stampa: ripartizione per lingua
Analisi di 1.914 comunicati secondo la lingua dichiarata.
- Francese: 1.385 (72,29 %)
- Inglese: 383 (19,99 %)
- Spagnolo: 44 (2,30 %)
- Tedesco: 49 (1,93 %)
- Italiano: 32 (1,67 %)
- Olandese: 18 (0,94 %)
- Portoghese: 1 · Indonesiano: 1
La presenza di più lingue riflette l’apertura internazionale del servizio; l’italiano è già presente, anche se ancora marginale.
Giorno di pubblicazione dei comunicati stampa
Analisi di 2.954 comunicati secondo il giorno di pubblicazione.
- Lunedì: 566 (19,16 %)
- Martedì: 606 (20,51 %)
- Mercoledì: 426 (14,42 %)
- Giovedì: 773 (26,17 %)
- Venerdì: 499 (16,89 %)
- Sabato: 29 (0,98 %) · Domenica: 55 (1,86 %)
Il 97,15 % dei comunicati viene pubblicato dal lunedì al venerdì. Il giovedì è il giorno più utilizzato; il martedì è l’altra giornata favorevole agli annunci importanti. Il fine settimana rappresenta il 2,84 %.
Le regioni francesi con più comunicati stampa
Ripartizione di 1.070 comunicati pubblicati dalla Francia, per regione.
- Île-de-France: 640 (59,81 %)
- Provence-Alpes-Côte d’Azur: 124 (11,59 %)
- Auvergne-Rhône-Alpes: 108 (10,09 %)
- Occitanie: 80 (7,48 %)
- Nouvelle-Aquitaine: 63 (5,89 %)
- Hauts-de-France: 55 (5,14 %)
L’Île-de-France concentra quasi il 60 % dei comunicati: per un’azienda italiana che comunica in Francia, la stampa parigina resta il primo bersaglio, ma le regioni rappresentano il 40 % dell’attività.
Metodologia e limiti
Le statistiche sono calcolate sulle informazioni disponibili nel database di 24Presse al momento dell’estrazione e riguardano esclusivamente i comunicati pubblicati tramite il servizio che rispondono ai criteri di ogni indicatore. Non rappresentano il mercato nel suo insieme. 24Presse si impegna a pubblicare statistiche calcolate con una metodologia chiara, riproducibile e trasparente. Fonte: base interna 24Presse, comunicati pubblicati dal 2009.
Per applicare questi dati alla sua diffusione: Diffusione di comunicati stampa: i 5 passaggi.
Come usare queste statistiche sui comunicati stampa
Queste statistiche sui comunicati stampa aiutano soprattutto a pianificare: scegliere il giorno giusto, pensare alla stampa regionale e capire in quali rubriche la concorrenza è più forte. Tuttavia restano medie, quindi conviene combinarle con la propria esperienza.

Domande frequenti sulle statistiche dei comunicati stampa
Come leggere questi dati
Le cifre dell’osservatorio descrivono l’attività passata attraverso un servizio di diffusione; non descrivono il mercato delle relazioni con la stampa nel suo insieme, né prevedono il risultato di un singolo comunicato. Servono a tre cose: capire le abitudini di chi comunica (lingue, giorni, territori), confrontare le proprie scelte con quelle della maggioranza, e individuare gli spazi meno affollati. Per esempio, la concentrazione del giovedì e la quasi assenza del fine settimana non significano che il giovedì sia il giorno «migliore» in assoluto: significano che è il giorno più affollato nelle caselle dei giornalisti, e che un martedì o un mercoledì mattina possono offrire meno concorrenza per l’attenzione.
Le tendenze che emergono sul lungo periodo
- L’internazionalizzazione: la quota di comunicati in lingue diverse dal francese cresce nel tempo, con l’inglese come seconda lingua e le altre lingue europee in progressione lenta. Per un’azienda italiana, la conseguenza è che i comunicati in italiano verso la stampa italiana, e in francese verso quella francese, partono da una base di concorrenza ancora limitata.
- La concentrazione territoriale: la regione parigina domina, come domina Milano in Italia; ma le regioni rappresentano una parte rilevante dell’attività e, spesso, un tasso di ripresa più alto per le notizie localizzate.
- Il calendario: l’attività cala in agosto e a fine dicembre, cresce a settembre-ottobre e a gennaio-febbraio. Chi comunica nei periodi di bassa attività trova redazioni meno sollecitate, ma anche meno presenti.
Confrontare con i dati pubblici sul sistema dell’informazione
Per interpretare l’osservatorio conviene affiancarlo alle fonti istituzionali. In Italia, le relazioni annuali dell’AGCOM descrivono il sistema dell’informazione (testate, audience, ricavi, consumi per mezzo); la FIEG pubblica i dati sulla stampa quotidiana e periodica; l’ISTAT fornisce le statistiche sulle imprese per settore e territorio, utili per rapportare il numero di comunicati al tessuto economico di una regione. Questi dati mostrano, tra l’altro, il peso della stampa regionale in Italia e in Francia, coerente con la quota di comunicati non parigini rilevata dall’osservatorio.
Che cosa può fare un’azienda con questi dati
Tre applicazioni pratiche. Scegliere il giorno: se il tema non è legato a una data, preferire il martedì o il mercoledì mattina e evitare il venerdì pomeriggio e il fine settimana. Localizzare: se l’azienda ha una sede o un’attività in una regione, dirlo nel titolo e includere la stampa regionale nella lista; il tasso di ripresa locale è spesso superiore a quello nazionale. Scegliere la lingua: un comunicato nella lingua del giornalista, anche su un mercato dove l’azienda è poco nota, ha più probabilità di essere letto di un comunicato in inglese inviato a tutti.
Metodo di calcolo e aggiornamento
Gli indicatori sono calcolati su estrazioni della base interna, con i criteri indicati per ciascun indicatore (lingua dichiarata, data di pubblicazione, regione dichiarata dal mittente). I comunicati privi dell’informazione necessaria sono esclusi dal calcolo dell’indicatore corrispondente, motivo per cui le basi di calcolo differiscono da un indicatore all’altro. Le percentuali sono arrotondate al centesimo. L’osservatorio viene aggiornato periodicamente; la data dell’ultimo aggiornamento è indicata in testa alla pagina. Chi desidera utilizzare questi dati in un articolo o in uno studio può citarli con la fonte «Osservatorio 24Presse, base interna, comunicati pubblicati dal 2009».
Limiti da tenere presenti
La base riflette la clientela del servizio, prevalentemente francese, e le sue abitudini; le proporzioni per lingua e per regione non sono rappresentative del mercato italiano. Il giorno di pubblicazione indica quando il comunicato è partito, non quando è stato ripreso. La regione è quella dichiarata dal mittente, non quella dei media raggiunti. Con questi limiti chiari, i dati restano un riferimento concreto per orientare le scelte di calendario, di lingua e di territorio.
Per passare dai dati all’azione: la strategia di diffusione e le liste di giornalisti per Paese.
Un uso concreto: pianificare un lancio in Francia
Un’azienda italiana prepara un lancio per il mercato francese. Dall’osservatorio ricava tre indicazioni: la stampa parigina è il primo bersaglio ma le regioni pesano per il 40 %, quindi la lista includerà la stampa regionale della zona in cui l’azienda ha un distributore; il giovedì è affollato, quindi l’invio è fissato al martedì mattina; i comunicati in italiano sono ancora rari, quindi una versione italiana parallela verso la stampa economica italiana avrà poca concorrenza. Dai dati AGCOM e FIEG ricava il peso delle testate regionali francesi e italiane. Il piano finale: due versioni linguistiche, due liste per rubrica, un martedì di settembre. Nessuna di queste scelte garantisce il risultato; tutte riducono gli errori più comuni.
Nei dati 24Presse il giovedì raccoglie il 26,17 % delle pubblicazioni e il martedì il 20,51 %. Il fine settimana meno del 3 %.
32 su 1.914 analizzati per lingua, cioè l’1,67 %.
Dal database interno di 24Presse, comunicati pubblicati dal 2009. Riguardano solo il servizio, non l’intero mercato.
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