24 | Il comunicato stampa: definizione, struttura e regole

Ultimo aggiornamento il 9 Ottobre 2026 da Francois Marsteau

Il comunicato stampa

Il comunicato stampa è un testo breve, fattuale e datato che un’organizzazione invia ai giornalisti per annunciare una notizia. Non è una pubblicità né un articolo: è una fonte che la redazione può verificare, riprendere o ignorare.

Guida a cura di François Marsteau, fondatore di 24presse.com, servizio di diffusione di comunicati stampa attivo dal 2009. Aggiornata a settembre 2026.

In breve. Un comunicato stampa efficace risponde a una sola domanda: perché questa notizia interessa i lettori di questo giornalista, oggi? Se la risposta non sta in due righe, il comunicato non è ancora pronto.

Che cos’è un comunicato stampa

È un documento di una o due pagine che presenta un fatto nuovo — lancio di un prodotto, nomina, risultati, evento, studio, partnership — con i dati necessari perché un giornalista possa scriverne senza dover richiamare. Il tono è informativo e in terza persona. Il comunicato non promette nulla: mette a disposizione un’informazione verificabile.

Va distinto da tre formati vicini: la cartella stampa, che raccoglie più documenti di contesto; il pitch, un’e-mail breve e personalizzata a un solo giornalista; e l’articolo sponsorizzato, che è pubblicità a pagamento.

Quando pubblicare un comunicato stampa

  • Un fatto nuovo e datato: apertura, lancio, acquisizione, nomina, premio, risultati.
  • Dati originali: un sondaggio, uno studio, un osservatorio con cifre inedite.
  • Una presa di posizione su un tema di attualità, se l’azienda ha una legittimità riconosciuta.
  • Un evento aperto alla stampa, con date e luogo precisi.

Non giustificano un comunicato: un aggiornamento minore del sito, una promozione commerciale, un contenuto senza data né fatto nuovo. Inviarli danneggia la credibilità delle notizie successive.

La struttura di un comunicato stampa professionale

  1. Menzione di diffusione. «Comunicato stampa», con eventuale embargo.
  2. Data e luogo. Città e data di pubblicazione, in testa al testo.
  3. Titolo. Un fatto, un attore, un risultato. Al massimo 20 parole, senza aggettivi promozionali.
  4. Sommario (chapeau). Tre o quattro righe che rispondono a chi, cosa, quando, dove, perché.
  5. Sviluppo a piramide rovesciata. L’informazione più importante per prima; i dettagli dopo. Il giornalista deve poter tagliare dal basso.
  6. Citazioni. Una o due frasi di un responsabile identificato, che aggiungono un’opinione o un contesto, non una ripetizione del titolo.
  7. Prove e risorse. Cifre con la fonte, link, immagini in alta definizione, documenti allegati.
  8. Boilerplate. Il paragrafo standard che presenta l’organizzazione, seguito dal contatto stampa: nome, telefono, e-mail.

Come scrivere un comunicato stampa in 10 passi

  1. Definire il fatto nuovo in una frase.
  2. Scegliere l’angolo: che cosa cambia per il lettore del media a cui si scrive.
  3. Raccogliere le prove: cifre, date, nomi, fonti.
  4. Scrivere il titolo solo dopo aver chiarito il soggetto.
  5. Scrivere il sommario, che deve bastare da solo.
  6. Sviluppare senza ripetere il sommario.
  7. Aggiungere una citazione che porti un’informazione in più.
  8. Adattare il livello tecnico al pubblico del media.
  9. Rileggere e far validare da chi è citato.
  10. Far leggere il testo a qualcuno che non conosce l’argomento: se non capisce il titolo, riscriverlo.

Per la fase successiva, la diffusione del comunicato in 5 passaggi spiega come scegliere i giornalisti e i canali. Per ispirarsi, gli esempi di comunicati stampa commentati mostrano che cosa funziona e che cosa no.

Gli errori più frequenti

  • Un titolo che vende invece di informare («la soluzione rivoluzionaria che cambierà…»).
  • Nessuna data, nessun luogo, nessun contatto stampa.
  • Cifre senza fonte o senza periodo di riferimento.
  • Un testo di tre pagine per un fatto che ne merita mezza.
  • Un comunicato in una lingua diversa da quella della redazione: per i media francesi, in francese.

Il comunicato stampa in sintesi

In sintesi, un comunicato stampa è un documento breve che presenta un fatto nuovo, datato e verificabile. Inoltre, un comunicato stampa efficace ha un titolo fattuale, numeri con fonte e un contatto disponibile.

Il comunicato stampa: definizione, struttura e regole

Domande frequenti

Comunicato stampa e articolo: due testi diversi

Un errore ricorrente è scrivere il comunicato come se fosse già l’articolo. Non lo è. L’articolo lo scrive il giornalista, con il suo angolo, le sue fonti e il suo lettore in mente. Il comunicato è la materia prima: fatti, cifre, date, nomi, una citazione utilizzabile e un contatto raggiungibile. Quando il comunicato «racconta» troppo, la redazione deve smontarlo per ritrovare l’informazione, e spesso rinuncia. Quando è asciutto e verificabile, il giornalista può riprenderlo in dieci minuti.

La distinzione vale anche sul piano deontologico. In Italia il Testo unico dei doveri del giornalista dell’Ordine dei Giornalisti impone la verifica delle fonti e la distinzione tra informazione e pubblicità. Un comunicato che presenta opinioni come fatti, o che omette la fonte di una cifra, mette il giornalista in difficoltà e riduce le probabilità di ripresa. Scrivere per essere verificabili non è un vincolo: è il modo più rapido per essere pubblicati.

Le sette informazioni che un giornalista cerca in trenta secondi

Le redazioni ricevono decine di comunicati al giorno. La lettura iniziale dura pochi secondi e serve a una sola cosa: decidere se aprire il testo. Ecco che cosa viene cercato, nell’ordine.

  • Il fatto nuovo, nel titolo. Non «leader del settore», ma «apre», «lancia», «nomina», «pubblica», con un numero se esiste.
  • Chi: il nome dell’azienda o dell’organizzazione, senza sigle interne.
  • Quando: la data dell’evento o della disponibilità, non solo la data del comunicato.
  • Dove: città, regione, Paese. Per un giornalista locale è il primo criterio di selezione.
  • Quanto: un dato misurabile — prezzo, fatturato, posti creati, partecipanti, superficie.
  • Chi lo dice: una citazione attribuita a una persona con nome e ruolo.
  • A chi chiedere: un nome, un telefono diretto, un’e-mail che risponde in giornata.

Se una di queste informazioni manca, il comunicato perde valore. Se manca il contatto, viene quasi sempre scartato: nessuna redazione pubblica una notizia che non può verificare.

Adattare il comunicato al tipo di media

Lo stesso fatto non interessa allo stesso modo un quotidiano nazionale, una testata di settore, una radio locale e un blog specializzato. Il testo di base resta identico, ma il titolo, la citazione e il primo paragrafo possono cambiare.

Stampa generalista

Cerca l’impatto sul lettore comune: posti di lavoro, prezzi, servizi, territorio. Una cifra concreta nel titolo vale più di qualsiasi aggettivo. Le agenzie di stampa come ANSA o AGI riprendono volentieri i fatti datati e localizzati, perché alimentano i notiziari regionali.

Stampa specializzata e professionale

Vuole il dettaglio tecnico che il generalista taglierebbe: caratteristiche, normativa, confronto con lo stato dell’arte, prezzo e disponibilità. Qui la citazione di un responsabile tecnico o di un cliente pesa più di quella dell’amministratore delegato.

Media locali

Il criterio è la vicinanza. Il nome del comune nel titolo, il numero di dipendenti sul territorio, l’indirizzo dell’apertura: sono questi gli elementi che fanno decidere. Un comunicato nazionale senza ancoraggio locale raramente entra in una pagina di cronaca regionale.

Comunicato stampa e SEO: che cosa cambia online

Molti comunicati oggi vengono pubblicati anche su siti web, portali di settore e sale stampa online. Il testo va quindi pensato anche per la ricerca: un titolo che contenga le parole con cui il pubblico cercherebbe la notizia, un primo paragrafo autonomo, sottotitoli che riprendano i punti chiave, un link verso la pagina di riferimento del sito dell’azienda. Le indicazioni di Google sui contenuti utili valgono anche per i comunicati: informazione originale, fonte identificata, nessun testo duplicato o gonfiato. Un comunicato pubblicato su più siti con lo stesso testo non è un problema in sé — è la natura del comunicato — ma il sito dell’azienda dovrebbe ospitare la versione di riferimento, con la data e il contatto.

Prima di inviare: la lista di controllo

  • Il titolo contiene il fatto, un verbo d’azione e, se possibile, una cifra.
  • Il primo paragrafo risponde da solo alle domande chi, che cosa, quando, dove.
  • Ogni cifra ha una fonte o un periodo di riferimento.
  • La citazione è attribuita a una persona reale, con nome e ruolo, e dice qualcosa che il resto del testo non dice.
  • La boilerplate («A proposito di…») è aggiornata e non supera cinque righe.
  • Il contatto stampa risponde davvero il giorno dell’invio.
  • Il testo è stato riletto da una persona che non lo ha scritto.
  • Le immagini sono disponibili in alta definizione tramite un link, non solo come allegato pesante.

Per una definizione di riferimento del termine, si veda la voce «comunicato stampa» su Treccani. Per approfondire la scrittura passo per passo, la guida Scrivere un comunicato stampa: il metodo in 10 passi e il modello da compilare completano questa pagina.

Quanto deve essere lungo un comunicato stampa?

In genere tra 300 e 600 parole, a seconda della complessità dell’argomento. Un fatto semplice sta in una pagina.

Qual è la differenza tra comunicato stampa e cartella stampa?

Il comunicato annuncia un fatto preciso e datato. La cartella stampa raccoglie più documenti di contesto (presentazione dell’azienda, biografie, cifre, immagini) e accompagna un evento o un lancio importante.

In che lingua scrivere un comunicato destinato ai media francesi?

In francese. Le redazioni lavorano nella loro lingua e un testo in italiano o in inglese resta una pista da riscrivere. 24presse propone la traduzione come opzione.

Un comunicato stampa garantisce una pubblicazione?

No. La decisione spetta sempre alla redazione. Un buon comunicato aumenta le probabilità di essere ripreso, ma nessun fornitore serio può garantire un articolo.

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Francois Marsteau

CEO 24presse

Professionista delle relazioni pubbliche dal 2010 Relazioni pubbliche e comunicazione Comunicazione aziendale Comunicati stampa Diffusione di comunicati stampa Relazioni con i media Giornalismo Visibilità sui media SEO GEO (Generative Engine Optimization) Intelligenza artificiale Comunicazione digitale Reputazione online e gestione della reputazione

Business School Degree – INSEEC Undergraduate Program in Business Ethics – Fordham University Classe préparatoire HEC
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